





Border
Installazione di LandArt — Karkemish, Turchia, 2012-2017
Trenta steli rossi si alzano tra le rovine dell’antica Karkemish, sulla sponda occidentale dell’Eufrate, al confine tra Turchia e Siria. Accanto al muro di confine e a un cimitero militare, ciascuno prende il posto di una mina antiuomo ritrovata e disattivata: a un ordigno nascosto nella terra subentra un segno visibile, fragile nel movimento, vivo nel suono.
Alti sei metri e realizzati in alluminio dipinto, gli steli portano sulla sommità sonagli e luci solari. Il vento li fa risuonare; al tramonto le luci si accendono, confondendosi con il cielo stellato mesopotamico. Rossi come il sangue e leggeri come i pensieri, trasformano il paesaggio in uno spazio di memoria e di ascolto.
Border nasce all’interno del progetto del nuovo parco archeologico di Karkemish. Interroga il confine come separazione fisica e mentale: cosa divide due terre fatte della stessa terra? Può una linea tracciata su una mappa decidere della vita delle persone?
La sostituzione della mina con lo stelo è un gesto concreto e simbolico: invertire il senso delle cose, opporre alla distruzione una possibilità di cura. L’opera invita a ricordare le vittime delle guerre e a interrogare il nostro sguardo. L’arte diventa ricordo, denuncia e resistenza all’indifferenza.
Premi e pubblicazioni
Border ha ricevuto il Premio Espoarte nell’ambito di Arteam Cup 2017 ed è stata presentata in anteprima italiana presso BonelliLAB, a Canneto sull’Oglio (MN), nel 2017.
L’opera è stata pubblicata su Espoarte 102/2018, Yearbook 2/2017, Topscape Paysage 30/2018 e “Border-l’arte e la guerra”. Ante Quem Srl Edizioni, 2023
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Fotografie e riprese video: Massimo Ferrando
Montaggio video: Francesca Pesce